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Cheratite neurotrofica: sbarca in farmacia un collirio ad hoc

Cheratite neurotrofica: sbarca in farmacia un collirio ad hoc

11 Febbraio 2018

È stato approvato da poco un farmaco innovativo, già disponibile in farmacia, per combattere la cheratite neurotrofica, una patologia degenerativa della cornea causata da un danno del nervo trigemino, che conduce a una perdita della sensibilità corneale e che, quindi, nel tempo può provocare la cecità. Il principio attivo che contraddistingue il collirio appena sbarcato sul mercato è il cenegermin, ideale per il trattamento della cheratite neurotrofica sia in forma moderata, come difetto epiteliale persistente, che critica, come nei casi di ulcera corneale.

Un farmaco innovativo, quello a base di cenegermin, che affonda le sue radici nel passato, grazie alla ricerca medica italiana. La proteina, infatti, fu scoperta addirittura scoperta da Rita Levi Montalcini, che ne verificò le sue capacità di sviluppo, mantenimento e sopravvivenza delle cellule nervose.

Ora, nella sua composizione in gocce oculari, il cenegermin ha l’obiettivo di aiutare i pazienti con cheratite neurotrofica, riparando i danni alla cornea grazie al ripristino dei normali processi di guarigione dell’occhio. Gli studi clinici, infatti, hanno dimostrato che, dopo solo 8 settimane di somministrazione del collirio, i pazienti hanno ottenuto una completa guarigione corneale in moltissimi casi.

Non solo: sono stati davvero ridotti anche gli effetti collaterali riscontrati durante i test pre-approvativi. Da un leggero dolore agli occhi, ad una lieve infiammazione oculare, fino ad aumento della lacrimazione, il collirio a base di cenegermin è stato in grado di contrastare la malattia rara e debilitante, come la cheratite neurotrofica, senza inficiare il generale stato di salute dei pazienti.

E non è tutto: gli esperti sono fiduciosi che l’innovativo meccanismo d’azione del cenegermin potrà in futuro essere applicato per la cura di altre patologie oculari gravi, come il glaucoma e la retinite.

Non riesco ad ingoiare le pillole: come fare?

Non riesco ad ingoiare le pillole: come fare?

07 Febbraio 2018

La difficoltà ad ingoiare le pillole accomuna numerosi pazienti: a causa di possibili disturbi alla muscolatura del cavo orale o di blocchi psicologici, di fronte ad una compressa da ingerire può scatenarsi il panico.

La sensazione di soffocare, di non riuscire a deglutire o di non saper coordinare il movimento corretto per spingere la compressa giù per l’esofago può limitare la vita di un paziente.

Dietro a questo disturbo, all’apparenza banale, possono nascondersi motivazioni, anche serie: per questo, il primo passo è quello di parlarne con il medico, per andare a fondo del problema.

Nel frattempo, come comportarsi per deglutire più semplicemente una compressa?

Ce lo insegna una ricerca tedesca condotta dall'Università di Heidelberg.

La bottiglia di plastica piena

Prendete una bottiglietta di plastica e riempitela con dell’acqua.

Posizionate la compressa sulla lingua e serrate le labbra attorno all’apertura della bottiglia.

Tenendo chiuse le labbra in modo ermetico attorno al collo della bottiglia, bevete un sorso eseguendo un netto movimento di suzione: senza far entrare aria all’interno della bottiglia, l’aspirazione eseguita vi farà inghiottire subito la pillola, insieme all’acqua.

Il mento in avanti

Anche se la posizione più naturale per ingoiare una compressa potrebbe sembrare quella con il collo piegato all’indietro, provate ad invertire l’inclinazione.

Posizionate la compressa sulla lingua e bevete un sorso d’acqua, tenendo il liquido in bocca.

A questo punto portate il mento in avanti, come se voleste toccare lo sterno con il viso ed eseguite con la lingua il movimento per ingoiare la compressa. La ricerca ha dimostrato che nell’88% dei casi questa soluzione si è rivelata efficace e risolutiva.

Piante officinali e farmaci: occhio alle interferenze

Piante officinali e farmaci: occhio alle interferenze

05 Febbraio 2018

Quando medicina e natura si scontrano, le conseguenze possono essere serie.

Se stai assumendo una cura farmacologica, fai attenzione all’utilizzo di tisane o di integratori naturali composti da erbe officinali.

Anche gli ingredienti all’apparenza più innocui, infatti, hanno dimostrato di poter interferire concretamente con alcune categorie di farmaci.

Ecco le interferenze tra farmaci e prodotti erboristici ad oggi conosciute.

  1. Se assumi anticoagulanti…

Fai attenzione a non prendere ginseng, succo di bacche di goji, semi di lino, salvia, camomilla e mirtillo: questi sono alcuni degli ingredienti che interferiscono con l’anticoagulante warfarina, una sostanza utilizzata da chi soffre di patologie cardiocircolatorie o di depressione. I rischi? In alcuni casi possono essere anche gravi, fino ad arrivare ad episodi di emorragia.

  1. Se assumi ciclosporina…

…in seguito a patologie renali, fai attenzione a non bere camomilla e a non ingerire la curcuma. Questi due prodotti erboristici limitano il corretto assorbimento del principio attivo farmacologico, depotenziando la cura.

  1. Se assumi medicinali chemioterapici…

niente echinacea o ginseng: questi due ingredienti, insieme all’aronia nera – un frutto simile al mirtillo – interferiscono nella corretta metabolizzazione dei farmaci.

  1. Se assumi farmaci antidepressivi…

rinuncia al ginkgo biloba. L’interferenza che si crea tra i principi attivi dei medicinali e questo popolare prodotto erboristico può generare anche seri effetti collaterali, come le convulsioni

Per non rischiare di sbagliare, informa sempre il medico delle terapie farmacologiche in corso e di quali prodotti erboristici assumi con costanza: è compito dello specialista segnalarti possibili interazioni tra i prodotti, a beneficio del tuo benessere.
Diabete: i 5 segnali da non sottovalutare

Diabete: i 5 segnali da non sottovalutare

03 Febbraio 2018

Sei sicuro di conoscere tutti i campanelli d’allarme che possono indicare la presenza di diabete?

Alcuni segnali sono più noti, altri, invece, sono poco conosciuti.

Ecco 5 fattori da non sottovalutare, che possono suggerire l’insorgere di diabete.

  1. Hai spesso molta sete?

Questo è uno dei sintomi più conosciuti del diabete: gli elevati livelli di glucosio nel sangue rendono la sete insistente e incontrollata. Anche bevendo, la sete da diabete difficilmente si placa.

  1. Fai frequentemente pipì?

Aumentando il consumo di acqua, aumenterà anche il bisogno di andare in bagno. Gli alti livelli di glicemia, inoltre, stimolano la diuresi anche durante la notte, facendoti alzare più volte dal letto per fare pipì. Espellendo molti liquidi, la cute e le mucose si disidratano: un circolo vizioso che fa ricomparire la sete.

  1. Hai sempre fame?

Il diabete impedisce al corpo di convertire gli zuccheri in energia per l’organismo: per questo motivo una fame continua potrebbe essere un campanello d’allarme del tuo fisico che cerca cibo per ricaricarsi.

  1. Sei dimagrito molto?

In caso di diabete, specialmente di tipo 1, i livelli di insulina sono molto ridotti: per questo le cellule non riescono ad utilizzare il glucosio come energia per l’organismo, e sono costrette a ripiegare sugli accumuli di grasso o le proteine muscolari.

  1. Ti formicolano gli arti?

Un insistente formicolio a mani e piedi può indicare un danneggiamento delle terminazioni nervose o dei vasi sanguigni che trasportano il nutrimento. Un sintomo da non sottovalutare e che può suggerire una ridotta sensibilità causata dal diabete.

Se hai uno o più di questi sintomi, parlane con il tuo medico: la prevenzione è l’arma migliore per il tuo benessere.

Pillola anticoncezionale: 5 falsi miti

Pillola anticoncezionale: 5 falsi miti

01 Febbraio 2018

Il mondo della contraccezione è ricco di zone d’ombra.

Dubbi e perplessità che riguardano specialmente la pillola anticoncezionale: un farmaco contraccettivo utilizzato da quasi il 17% delle donne italiane.

Attorno alla pillola sono nati nel tempo numerosi falsi miti: eccone 5, tutti da sfatare!

  1. La pillola anticoncezionale aumenta il rischio di cancro: falso! Al contrario è stato dimostrato che la contraccezione ormonale diminuisce il rischio di tumore al seno e all’utero, fino a dimezzarlo.
  2. La pillola elimina il desiderio: la contraccezione ormonale diminuisce il livello di estrogeni, limitando la naturale spinta sessuale provata dalla donna durante l’ovulazione. Tuttavia, alcune coppie possono sentirsi frenate nel vivere una vita sessuale piena e soddisfacente, per paura di una gravidanza indesiderata. In questi casi, la pillola libera il desiderio e rende l’intimità più piacevole.
  3. La pillola fa ingrassare: ecco un altro falso mito. Grazie al progresso della ricerca e ai farmaci di nuova generazione, la pillola anticoncezionale contiene oggi ormoni naturali e progestinici diuretici, appositamente dosati per limitare l’accumulo di peso.
  4. La pillola danneggia la fertilità femminile: al contrario, la pillola protegge la fertilità femminile perché impedisce l’ovulazione e mette a riposo la zona pelvica, tutelandola da possibili infiammazioni mensili. Inoltre la pillola è utile nel prevenire patologie dannose per la capacità riproduttiva della donna, come cisti ovariche ed endometriosi.
  5. La pillola provoca una pericolosa amenorrea: è vero che durante l’assunzione della pillola il ciclo è meno abbondante e, spesso, può non presentarsi. Tuttavia, la scarsità del flusso è normale ed è legata al minor spessore dell’endometrio: un fenomeno “corretto” secondo la terapia ormonale. Una volta sospesa la pillola il ciclo tornerà regolare.

Se hai ancora dubbi, chiedi consiglio al tuo medico o al tuo farmacista: ti aiuteranno a fare chiarezza e insieme potrete valutare il metodo contraccettivo più adatto alle tue esigenze.

Prostata: attenzione anche a 40 anni

Prostata: attenzione anche a 40 anni

31 Gennaio 2018

Alcune patologie nella nostra mente sono connesse con l’invecchiamento: è il caso dei disturbi della prostata, che per la maggior parte delle persone sono circoscritti solo al raggiungimento dell’età matura.

Una recente ricerca condotta dalla Società Urologica Italiana, invece, ha dimostrato che circa il 10% dei quarantenni italiani mostra, a sorpresa, i sintomi precoci di ipertrofia prostatica benigna.

Tra le cause che possono scatenare i disturbi della prostata anche sotto i 50 anni spiccano ipertensione, colesterolo alto, trigliceridi, glicemia e diabete: tutti fattori che possono mettere seriamente a rischio la salute dell’apparato urinario anche in età giovane, aumentando l’incidenza di patologia a carico della prostata del 50%.

Come combattere i disturbi della prostata?

La migliore arma è sempre la prevenzione: se avete superato gli “anta” e notate sintomi come bruciore urinario o eccessiva frequenza di minzione, è tempo di sottoporsi a controlli regolari per monitorare lo stato di salute della zona urologica.

Gli esperti suggeriscono anche di controllare spesso i livelli di testosterone: cali ormonali possono contribuire allo sviluppo di una sindrome metabolica, strettamente connessa con la nascita di malattie urologiche.

Attenzione anche allo stile di vita: le ricerche dimostrano che una frequente attività sportiva riduce il rischio di ipertrofia prostatica benigna fino al 40%. Un’alimentazione sana, priva di grassi e povera di sale, il giusto riposo notturno ed una frequente attività sessuale possono fare il resto.

Informati chiedendo consiglio al tuo medico di famiglia o al tuo farmacista di fiducia: la prevenzione è una buona abitudine da non rimandare.

Come curare il mal d’auto?

Come curare il mal d’auto?

29 Gennaio 2018

Chiamatelo cinetosi, mal di movimento o mal d’auto: se durante un viaggio sentite crescere una forte nausea, accompagnata dalla sensazione di vomito, potreste soffrire di un disturbo di comunicazione tra occhio e orecchie.

In termini semplici, l’orecchio percepisce un’ondulazione che l’occhio non vede – per questo vi conviene viaggiare in prima fila guardando la strada – e stimola un fastidio che può culminare con capogiri, vertigini e violenti conati.

Come curare il mal d’auto?

Ecco alcuni rimedi, naturali o farmacologici, per ritrovare il piacere di viaggiare!

  1. Braccialetti antinausea

Sono realizzati con tessuti ipoallergenici ed elasticizzati, costruiti per esercitare una leggera ma costante pressione su uno specifico punto del polso replicando gli effetti dell’acupressione. I braccialetti antinausea svolgono un’azione preventiva e terapeutica nei confronti di vomito e voltastomaco causati dal movimento del mezzo di trasporto, e si possono utilizzare più volte: basta lavarli in acqua fredda!

  1. Zenzero

Questa radice ricca di virtù è uno dei principali rimedi contro il mal d’auto perché svolge un’azione naturale digestiva ed antinausea. In farmacia potete trovare lo zenzero in molte forme: come integratore in compresse o come gomme da masticare, ideali anche per i più piccoli.

  1. Olii essenziali

In vista di un lungo viaggio preparate un fazzolettino di cotone imbevuto con oli essenziali: quelli di menta piperita, mandarino e zenzero sono i più efficaci contro la nausea causata dal movimento dell’auto.

Dite addio alla paura di viaggiare e liberatevi finalmente da nausea e vertigini tipiche del mal d’auto: chiedete consiglio al vostro medico di fiducia o al vostro farmacista per trovare il rimedio in grado di risolvere per sempre il vostro disturbo.
Come alleviare il fastidio della dentizione

Come alleviare il fastidio della dentizione

27 Gennaio 2018

Con l’arrivo dei primi dentini, possono comparire anche i primi fastidi del cavo orale: durante il processo di dentizione i bambini possono lamentare dolore, prurito e gonfiore gengivale e, talvolta, manifestare qualche linea di febbre.

Aiutare i più piccoli ad alleviare il dolore della bocca e delle gengive è possibile, ecco come!

  1. Massaggio delicato

Il primo, semplice, consiglio è quello di lenire un po’ il prurito e l’infiammazione orale con un massaggio lieve. Utilizzate una garza idrofila e strofinatela leggermente sulle gengive del piccolo, ripetendo l’operazione più volte al giorno.

  1. Anelli da dentizione

Durante il periodo della dentizione i bambini sono smaniosi di mordere e rosicchiare oggetti rigidi e ruvidi. Favorite questo istinto naturale, dando al piccolo degli anelli da dentizione: supporti gommosi, realizzati con materiali sicuri, che il bambino può mordere ogni volta che ne sente la necessità. Per lenire il fastidio e dare immediato sollievo alle gengive gonfie ed infiammate, scegliete quelli che possono essere messi in freezer.

  1. Balsami gengivali

In farmacia esistono diverse tipologie di balsami gengivali, specifici per alleviare i disturbi della dentizione infantile. Grazie alla speciale formulazione, questi prodotti formano una delicata pellicola protettiva che sigilla la gengiva e la isola dal contatto con elementi esterni. Nel frattempo, il balsamo svolge una funzione lenitiva dal dolore e rinfresca la zona.

Nei casi più acuti, sotto la consulenza del pediatra o del farmacista, è possibile ricorrere a gel gengivali che contengono piccole dosi di anestetico locale. Prima di somministrare un farmaco al bambino, però, chiedete consiglio al medico di fiducia.

3 rimedi per il raffreddore prima di andare a letto

3 rimedi per il raffreddore prima di andare a letto

25 Gennaio 2018

È stagione di starnuti: complici le basse temperature e i virus influenzali piuttosto aggressivi, il raffreddore è una minaccia concreta.

Per prevenirlo o curarlo in modo naturale, ecco 3 rimedi semplici ma efficaci da mettere in pratica prima di andare a letto!

  1. Suffumigi con tea tree oil

Conoscete il tea tree oil? Un olio essenziale dalle numerose virtù, tra cui l’azione anti virale. Se avete il naso chiuso e gocciolante, la sera preparate una vaschetta di acqua fumante e diluitevi dentro 10 gocce di tea tree oil. Coprite la testa con un panno asciutto e respirate a pieni polmoni.

  1. Un bicchier d’acqua con gocce di echinacea

L’echinacea è una pianta erbacea originaria del Nord America, le cui radici stimolano il sistema immunitario e favoriscono la produzione di leucociti che uccidono gli agenti nocivi come virus e batteri.

In più, l’echinacea ha una valida funzione antibiotica e antinfiammatoria, che aiuta a sfiammare le vie respiratorie ed a liberarsi dal raffreddore.

In farmacia trovate l’echinacea in compresse o gocce: assicuratevi di acquistarne la tintura madre, prodotta sia con le radici che con i fiori, e diluitene 20 gocce in mezzo bicchiere d’acqua prima di coricarvi.

Se il raffreddore è già in corso, replicate la bevanda anche la mattina!

  1. Una compressa di rosa canina

Contro il raffreddore è utile fare il pieno di vitamina C. Oltre ai prodotti classici, provate la rosa canina: un integratore alimentare naturalmente ricco di acido ascorbico – ne vanta una concentrazione molto maggiore rispetto agli agrumi – con spiccate proprietà immunostimolanti e ricostituenti per l’organismo.

Quando prenderla? O subito prima di andare a letto, oppure al mattino appena svegli. In caso di raffreddore acuto raddoppiate la dose.

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