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Occhiaie: i segreti per eliminarle

Occhiaie: i segreti per eliminarle

19 Novembre 2017

Occhi gonfi, sguardo segnato, spento e opaco?

Le occhiaie possono minacciare la nostra bellezza naturale e dare al viso un’espressione affaticata e stanca.

Risolvere l’inestetismo, però, è possibile: ecco come!

Stress, stanchezza e disidratazione: le principali cause delle occhiaie

Le occhiaie sono un disturbo piuttosto diffuso: basta una notte insonne o un particolare periodo di stress, per riflettere sotto la palpebra il nostro bisogno di relax.

Tuttavia, questo inestetismo non è causato solo da una carenza di riposo.

Ecco alcuni dei fattori scatenanti:

  • Pelle delicata: con un contorno occhi sottile i vasi sanguigni diventano più visibili e, specialmente con l’avanzare dell’età, il colore scuro del microcircolo può rendere opaca e bluastra la pelle sotto la palpebra.
  • Allergie: che sia un’intolleranza alimentare o una sensibilità a polline e graminacee, le allergie possono favorire la comparsa di borse scure sotto gli occhi.
  • Carnagione chiara: chi ha un colorito pallido, per genetica, stanchezza o spiccata anemia, tende a manifestare occhiaie scure più evidenti.
  • Ritenzione idrica: la disidratazione o un cattivo drenaggio dei liquidi possono causare squilibri nella dilatazione dei vasi sanguigni, creando i tipici aloni scuri attorno agli occhi.

I rimedi contro le occhiaie

La prima regola per ridurre le occhiaie scure? Riposare di più e condurre uno stile di vita sano.

Spesso, però, questo consiglio di buon senso può non bastare.

Per eliminare le occhiaie, causate da squilibri alimentari o dall’avanzare dell’età, i rimedi più efficaci sono:

  • Le vitamine: aumentate il consumo di vitamina C, K e A sia portando in tavola alimenti ricchi di questi elementi, che applicando sul contorno occhi creme studiate per prevenire la formazione di rughe, borse e occhiaie.
  • Gli antiossidanti: fate il pieno di alimenti attivi come frutti rossi, patate, pomodori, agrumi e melograno, per combattere i radicali liberi e rallentare l’invecchiamento. Aiutate il benessere interno agendo anche a livello topico con cosmetici antiaging.
Neonato con il raffreddore? Provate i lavaggi nasali

Neonato con il raffreddore? Provate i lavaggi nasali

17 Novembre 2017

Sarà l’asilo nido, sarà il calo repentino di temperatura, saranno le difese immunitarie ancora poco sviluppate: qualsiasi sia la causa scatenante, il vostro piccolo da qualche giorno ha le vie respiratorie intasate.

Fatica a respirare, ha il naso gocciolante ed è irritabile, soprattutto di notte e durante le poppate.

Il motivo? Nei primi mesi di vita i neonati respirano quasi esclusivamente dal naso ed un’ostruzione di questo canale può farli sentire soffocati.

Se il vostro bambino ha il raffreddore, quindi, aiutatelo a liberare le vie nasali con lavaggi specifici: un toccasana soprattutto per i neonati che non sanno ancora soffiare il naso.

Come fare? Ecco qualche indicazione.

Lavaggi nasali per neonati: cosa occorre e come si fanno

Eseguire in casa i lavaggi nasali è facilissimo.

Tutto quello che vi serve è un liquido neutro, delicato e purificante, come la soluzione fisiologica, l’acqua di mare sterilizzata o un’acqua termale.

Comode da acquistare in farmacia, queste soluzioni sono disponibili in diversi formati, dai più voluminosi – utilizzabili con l’aiuto di siringhe senza ago - alle fialette monodose per un utilizzo usa e getta.

Portate la soluzione liquida ad una temperatura ambiente, avendo cura che non sia calda, e poi spruzzate il liquido all’interno di una cavità nasale del neonato.

Esercitate una discreta pressione al liquido, così che entri velocemente e sia più energico nel rimuovere il muco che ostruisce le vie aeree.

Grazie ai lavaggi potrete eliminare il muco, il catarro e le piccole croste dal naso oltre che ripulire le cavità interne da fattori irritanti, come batteri o allergeni.

Bastano pochi secondi per liberare il naso del neonato e per aiutarlo a respirare meglio!

Arriva l’influenza: il vaccino è in farmacia

Arriva l’influenza: il vaccino è in farmacia

13 Novembre 2017

Con l’avanzare dell’autunno e l’arrivo dei primi freddi, l’influenza 2017-2018 è alle porte.

Secondo le previsioni degli specialisti della salute, l’epidemia sarà di media intensità e coinvolgerà circa 5 milioni di persone, mentre circa 10 milioni saranno i pazienti colpiti da virus parainfluenzali.

Come riconoscere l’influenza?

Soprattutto in questa prima fase di passaggio stagionale, attenzione a non confondere i sintomi parainfluenzali con l’influenza vera e propria.

Per riconoscere con certezza l’influenza stagionale, infatti, devono presentarsi tre condizioni contemporaneamente: uno stato febbrile elevato, con temperatura superiore ai 38°, un’affezione del tratto respiratorio con mal di gola o raffreddore e almeno un sintomo doloroso a carico del sistema osseo o muscolare.

Come prevenire l’influenza?

Per prevenire l’influenza in modo naturale, iniziate a mettere in campo il buonsenso: lavatevi spesso le mani, evitate quando possibile di parlare troppo vicini alla bocca e al naso altrui, non soggiornate troppo a lungo in spazi chiusi e umidi, ed evitate di subire sbalzi termici tra freddo e caldo.

I soggetti più deboli – bambini di età superiore ai 6 mesi e individui con più di 65 anni – e le categorie a rischio – pazienti affetti da malattie croniche come diabete, malattie immunitarie, patologie cardiovascolari – possono intensificare la barriera contro l’influenza 2017-2018 scegliendo di vaccinarsi.

Il vaccino contro l’influenza 2017-2018 è già acquistabile in tutte le farmacie d’Italia da metà ottobre (mentre è gratuito per specifiche categorie di pazienti) e la campagna è già partita.

Il periodo migliore per sottoporsi alla vaccinazione? Quello autunnale, tra metà ottobre e fine dicembre: giusto in tempo per prevenire il picco, previsto nelle settimane successive al Natale.

Farmaci generici: entro il 2017 via libera a 16 brevetti

Farmaci generici: entro il 2017 via libera a 16 brevetti

11 Novembre 2017

Buone notizie per i clienti delle farmacie ed i pazienti italiani: entro la fine del 2017 scadranno ben 16 brevetti di farmaci, lasciando spazio alla competizione con prodotti equivalenti e biosimilari.

Una notizia importante sia per le tasche dei consumatori che per quelle del Sistema Sanitario Nazionale, che si appresta a risparmiare ben 600 milioni di euro.

Secondo Assogenerici, infatti, la fine dei brevetti potrà portare ad un sensibile calo dei prezzi, che si stima sarà pari ad una riduzione del 60% rispetto al costo del prodotto originale.

Vediamo insieme quali sono i farmaci che, nel 2018, saranno disponibili anche sotto forma di generici.

I principali brevetti in scadenza

Uno dei brevetti in scadenza entro la fine del 2017 è quello della Rosuvastatina: un nome che di per sé potrebbe non dirvi molto.

Forse, chiamandolo Crestor, molti pazienti lo riconosceranno: si tratta di un diffuso farmaco anti-colesterolo, che tra pochi mesi sarà disponibile anche nella sua veste generica.

Un evento importante che darà al paziente la libertà di scegliere se acquistare l’originale o il generico con il medesimo principio attivo, risparmiando denaro.

Un altro farmaco che sarà presto commercializzato anche in forma equivalente è il Cialis: un prodotto indicato per trattare le disfunzioni erettili maschili che si è affermato nel tempo come uno dei più diffusi medicinali di fascia C, ossia quelli con prescrizione, ma a carico dei pazienti.

Oltre ai nomi altisonanti, tra i brevetti in scadenza spiccano anche farmaci contro l’osteoartrosi, alcuni anti ipertensivi, oltre a prodotti contro l’ipertrofia prostatica benigna.

Chiedete maggiori informazioni al vostro farmacista per saperne di più.

Temperatura basale: cos’è e come si misura

Temperatura basale: cos’è e come si misura

07 Novembre 2017

State cercando di concepire un bambino, ma con scarsi risultati?

Prima di perdere le speranze o di imboccare la strada della Procreazione Medicalmente Assistita, provate ad ascoltare il vostro corpo.

Come?

Attraverso la tecnica della misurazione della temperatura basale, ovvero la temperatura del corpo appena svegli, registrata prima di aver eseguito alcun movimento o attività che ne possa influenzare i valori.

Ecco alcune informazioni utili per capirne di più.

Temperatura basale e fertilità: quale legame?

Temperatura basale e fertilità femminile sono profondamente legate: in condizioni di stabilità e di buona salute l’oscillazione del calore del corpo nella donna, infatti, è condizionata dal ciclo ovulatorio.

La temperatura basale, generalmente, varia a seconda della fase del ciclo femminile, ed è mossa dalla quantità di progesterone che è in circolo.

Nella fase follicolare – quella che va dall’inizio del ciclo mestruale all’anticipo dell’ovulazione – il progesterone è quasi assente e la temperatura risulta bassa.

Nella successiva fase luteale, invece, la temperatura basale registra un picco: si tratta del giorno successivo all’ovulazione. Da questo innalzamento, la temperatura basale continuerà a salire, stabilizzandosi dopo 18 giorni in caso di concepimento. In caso di calo repentino, invece, potrebbe trattarsi di un abbassamento del progesterone e di un segnale dell’arrivo imminente del ciclo mestruale.

Come si misura la temperatura basale

Per ottenere risultati attendibili, seguite poche semplici regole:

  • Misurate la temperatura basale ogni mattina, sempre con la stessa modalità (via anale, vaginale o orale);
  • Assicuratevi di aver dormito almeno 3 ore consecutive prima della misurazione ed in caso contrario segnatelo;
  • Rilevate la temperatura possibilmente sempre alla stessa ora e sempre con lo stesso strumento.

Per misurare la temperatura basale potete scegliere tra diversi modelli di termometri:

  • Al mercurio tradizionale: meno consigliato, per il rischio che possa rompersi e riversare mercurio all’interno del corpo;
  • Digitale: un grande classico della misurazione della temperatura basale, che unisce semplicità d’uso ad un ottimo rapporto qualità prezzo;
  • Specifico per la temperatura basale: registra la temperatura ad un elevato grado di precisione, fornendo fino a due decimali.

Chiedi al tuo farmacista un consiglio su quale strumento fa per te e…in becco alla cicogna!

Addio piedi secchi in 3 step

Addio piedi secchi in 3 step

05 Novembre 2017

Soffrite di piedi secchi e screpolati?

Non trascurate il problema: dietro un semplice inestetismo può nascondersi una richiesta di aiuto della pelle ed il problema, senza la giusta attenzione, può peggiorare creando fastidio e dolore.

Stop ai piedi secchi in 3 step

Avere piedi al top, vellutati e levigati, è un vero piacere in tutte le stagioni.

Ecco una veloce beauty routine in 3 step per ammorbidire la pelle dei piedi!

  1. Riattivare la circolazione e addolcire la cute con i pediluvi

Piedi secchi e stanchi a fine giornata? Immergeteli in un catino colmo di acqua fresca: in soli venti minuti il pediluvio donerà sollievo ai piedi rimasti chiusi per ore nelle scarpe e darà uno sprint alla circolazione.

Per un’azione soft ed emolliente, invece, immergeteli in una bacinella di acqua tiepida, dove avrete sciolto bicarbonato, un pugno di sale grosso, il succo di un limone e qualche goccia di olio essenziale alla lavanda. Sarete sorpresi di come, in pochi minuti, i piedi risulteranno morbidi, setosi e purificati nel profondo.

  1. Eliminare le cellule morte con lo scrub

Dopo il pediluvio, quando la cute è estremamente ammorbidita, approfittate per eseguire uno scrub: un rimedio beauty per eliminare dolcemente lo strato superficiale di pelle secca.

In farmacia trovate un’ampia varietà di peeling ad hoc, da quelli con formulazione in gel a quelli dalla texture più cremosa. Qualsiasi sia la vostra preferenza, applicate lo scrub sui piedi eseguendo movimenti circolari ed esercitando una leggera frizione.

Terminato il trattamento, rimuovete il tutto con abbondante acqua fresca.

  1. Idratare a fondo

Ora che la pelle è levigata e libera dalle cellule morte in eccesso, è tempo di idratare.

Per farlo in modo naturale, prima di andare a letto cospargete i piedi con una maschera super nutriente a base di olio di sesamo: un ingrediente potentissimo per contrastare secchezza e ruvidità.

In alternativa potete usare burro di karité o provare sulla pelle un composto a base di glicerina e acqua di rose.

La dritta in più? Per non macchiare le lenzuola indossate dei calzini in cotone!

Eritema da stress: come combatterlo dall’interno

Eritema da stress: come combatterlo dall’interno

03 Novembre 2017

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, la pelle è senza dubbio la cartina tornasole del nostro benessere interiore.

Il sottile strato di epidermide che ci protegge e ci abbraccia, tende a riflettere all’esterno i nostri malesseri più nascosti e, talvolta, diventa una valvola di sfogo delle situazioni più complesse da gestire: come quelle legate allo stress e all’accumulo di tensione e affaticamento nei periodi più intensi della vita.

Una delle reazioni più frequenti della pelle di fronte al fuoco dell’agitazione è, per l’appunto, l’infiammazione che dà origine a dermatiti ed eritemi.

La dermatite da stress si manifesta con chiazze e arrossamenti spesso concentrati su viso, collo, mani e piedi: le zone infiammate prudono, si arrossano, si espandono e possono creare dolore, fastidio e disagio.

Combatterle, però, si può: ecco come.

Integratori alimentari: ridurre lo stress dall’interno

Per ritrovare la bellezza esteriore, iniziamo da dentro: in commercio esistono numerosi integratori alimentari naturali, formulati per distendere l’organismo e ritrovare l’equilibrio psicofisico.

Quali scegliere?

Tra gli ingredienti più efficaci e indicati per combattere gli stati di stress, alla base di eritemi e dermatiti, emergono:

  • Rhodiola rosea: un antidepressivo naturale, che stimola l'energia, migliora l’umore e riduce il nervosismo;
  • Magnesio: un minerale fondamentale per il nostro benessere che contrasta stress e sbalzi d’umore, normalizzando l’attività dell’ipotalamo e limitando l’eccesso di adrenalina;
  • Papaya: un potente energizzante, indicato negli stati di affaticamento, estremamente ricco di vitamina A, vitamine del gruppo B, vitamina C, vitamina E, sali minerali.

In caso di dubbi o approfondimenti, chiedi aiuto al tuo farmacista: la soluzione al tuo problema può essere subito a portata di mano.
Forfora: i migliori rimedi

Forfora: i migliori rimedi

01 Novembre 2017

Avete bandito dal vostro guardaroba i capi spalla di colore scuro, per evitare situazioni imbarazzanti legate all’accumulo di forfora?

Dite basta alle preoccupazioni e riscoprite il piacere di sfoggiare una chioma luminosa e purificata.

Ecco qualche consiglio per liberarvi dall’incubo della forfora.

Da cosa è causata la forfora?

Alla base della forfora si nascondono numerosi fattori scatenanti.

La patologia può originarsi da un’irregolare rigenerazione delle cellule del cuoio capelluto, che si rinnovano troppo velocemente, oppure da un eccesso di sebo nella cute.

O ancora: la forfora può essere la conseguenza di squilibri ormonali, di situazioni di stress o semplicemente può essere la reazione visibile di una pelle estremamente secca ed irritata.

Come eliminare la forfora?

Buone notizie: la forfora si può eliminare!

In farmacia esistono numerosi trattamenti antiforfora, specifici per ogni tipo di cuoio capelluto e mirati a risolvere le diverse cause alla base della fastidiosa patologia.

Il primo passo è quello di partire da un’igiene corretta: la forfora, che spesso si origina da un’igiene scarsa o – al contrario – dall’utilizzo di prodotti troppo aggressivi, ha bisogno di delicatezza. Chiedete consiglio al farmacista sul prodotto più adatto a voi, scegliendo tra i tanti shampoo che regolano la produzione di sebo, proteggono il cuoio capelluto irritato e lo lasciano idratato, lenito e libero da impurità.

Per un’azione urto, poi, potete affiancare all’utilizzo dello shampoo antiforfora delle specifiche lozioni, in formulazione liquida o spray. Indicati per eliminare il prurito, questi prodotti svolgono una spiccata azione lenitiva e purificante, efficace contro l’accumulo di sebo e le infiammazioni cutanee.

Grazie all’utilizzo combinato di questi prodotti, non solo potrete contrastare efficacemente la forfora, ma sarà più facile anche prevenirne la comparsa.

Addio forfora: benvenuta chioma lucente!

Autotest HIV: si compra in farmacia, si fa a casa

Autotest HIV: si compra in farmacia, si fa a casa

31 Ottobre 2017

Pensavamo che l’HIV fosse superato? Purtroppo non lo è.

Il Ministero della Salute parla di 10 nuove diagnosi al giorno specialmente tra i giovanissimi e tra gli over 50.

Le pagine di cronaca nazionale da mesi riportano la triste vicenda dell’epidemia dolosa ad opera di un uomo sieropositivo di poco più di 30 anni, mentre è notizia di inizio ottobre quella di tre ragazzi che hanno scoperto, casualmente all’uscita di una discoteca, di essere positivi all’HIV.

L’HIV, quindi, è purtroppo un tema di grande attualità.

Un argomento che spaventa e che frena gli individui dall’approfondire.

Complici, talvolta, la barriera del recarsi fisicamente in un centro prelievi, l’imbarazzo di eseguire il test e la difficoltà di attendere pazientemente il risultato, il boom di contagi non accenna a fermarsi.

Come superare la paura dell’analisi e vivere con meno blocchi la decisione di sottoporsi al test?

Facendolo a casa, nella propria intimità, sicuri di un responso entro 15 minuti.

HIV: come funziona l’autotest che si compra in farmacia

Costa intorno ai 20€, ha un’attendibilità molto elevata (che sfiora il 100%) e si può acquistare senza ricetta medica: l’autotest diagnostico per l’HIV è all’insegna della semplicità.

Anche nel suo utilizzo: il kit contiene un apposito strumento monouso per eseguire un piccolo prelievo di sangue attraverso una semplice puntura al polpastrello. Il risultato compare scritto, in modo chiaro e comprensibile, entro 15 minuti.

Attenzione, però: come per i test di laboratorio, anche l’autotest HIV acquistabile in farmacia va eseguito dopo il periodo finestra di 90 giorni. È questo il tempo di incubazione del virus, a partire dal presunto contagio.

Se hai dubbi o vuoi chiarimenti, chiedi aiuto al tuo medico o al tuo farmacista: la consapevolezza è l’arma più potente per combattere la paura.

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